Preparati istologici

Il campione, prelevato mediante biopsia o autopsia, viene fissato, incluso e tagliato al microtomo o al criostato. Ottenute le fettine, di spessore variabile da 4 a 25-30 µm a seconda del tipo di ricerca da svolgere, vengono colorate per l’osservazione al microscopio ottico o a fluorescenza.
Le colorazioni dei preparati oggetto del nostro Atlante sono state tutte effettuate nei nostri laboratori e sono:


Le colorazioni
istologiche si dividono in:
  • bicromiche, quando si usano due coloranti,
  • tricromiche, quando si usa un colorante basico e due coloranti acidi,
  • elettive, quando si privilegia la colorazione di un determinato tessuto (connettivo, nervoso, muscolare) a scapito, a volte, della visione topografica generale del preparato.

Le colorazioni
istochimiche mettono in evidenza le caratteristiche chimiche di un determinato tessuto e delle cellule che lo compongono. Ciò avviene sviluppando una reazione chimica vera e propria che darà un precipitato specifico colorato, direttamente sulla sezione. Esempio classico è la PAS, reazione per i mucopolisaccaridi neutri, o l’Alcian blu, per quelli acidi.

Le colorazioni
immunoistochimiche sono altamente specifiche e colorano determinati antigeni presenti nel tessuto. Questa tecnica prevede l’uso di anticorpi secondari legati a cromogeni insolubili che permettono la visione del preparato ottenuto mediante microscopia ottica. Le colorazioni in immunofluorescenza sono una variante di quelle immunoistochimiche in cui si usano anticorpi secondari legati a fluorocromi che emettono un segnale, dopo eccitazione, a determinate lunghezze d’onda rilevabili con un microscopio a fluorescenza o confocale.