Tessuto connettivo elastico

Le diverse strutture che compongono l’organismo devono spesso rispondere a sollecitazioni meccaniche o assolvere a funzioni di scorrimento o scivolamento. Il tessuto connettivo, che ha il compito di assecondare questi movimenti , deve avere una struttura elastica capace di rispondere ad eventuali sollecitazioni ma che, una volta terminate, possa riportare la struttura alla forma e alla dimensione originarie, senza deformazioni. Questo tipo di connettivo viene detto elastico. Il tessuto connettivo elastico è composto da fibre non birifrangenti, diverse quindi da quelle del connettivo collagene, formate da elastina, da sostanza amorfa e da fibrillina.
Nella sua organizzazione microscopica il tessuto connettivo elastico può essere organizzato prevalentemente in fibre parallele (come nel legamento nucale dei ruminanti, nei tendini e nei legamenti della colonna vertebrale nell’uomo) o in fibre, più o meno numerose, sparse tra le fibre collagene (epiglottide, orecchio esterno, vescica urinaria). Nella parete delle arterie non vi sono fibre e l’elastina si presenta sotto forma di lamine fenestrate dette membrane elastiche.
Macroscopicamente, il connettivo elastico è facilmente distinguibile per la leggera colorazione giallognola che l’elastina dà a questo tessuto, invece, a livello microscopico, lo possiamo riconoscere solo grazie a colorazioni specifiche elettive a base di resorcin-fucsina (Weigert) o di aldeide-fucsina (Halmi) che danno a questo tessuto la classica colorazione viola-nera intensa.


Conn elastico 2


Conn elastico 1


Conn elastico 3


Conn elastico 4


Conn elastico 5

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